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La messa in sicurezza del territorio è la più grande opera pubblica da realizzare nel nostro Paese.

L'Associazione de 'icoraggiosi' commenta, con la diffusione di una nota, l'ondata di maltempo che si è abbattuta domenica pomeriggio su alcune comunità sannite tra cui Guardia Sanframondi, Cerreto Sannita, Castelvenre causando danni e forti disagi. Il maltempo che ha investito molte delle nostre zone nelle ultime ore, richiede ancora una volta una seria riflessione sulla necessità di prevenire il dissesto idrogeologico nel territorio italiano perché gli effetti dei cambiamenti climatici in atto stanno incrementato ancora di più le ondate di maltempo improvvise, con piogge sempre più concentrate che arrivano in alcuni casi anche a 200 millimetri in un solo giorno.

Nonostante l'aumento della frequenza e dell'intensità di questi fenomeni - è descritto nella nota dell'Associazione guardiese - non c'è da parte del governo centrale e degli enti locali, una concreta inversione di tendenza capace di rendere il territorio più sicuro da frane e alluvioni e smottamenti. Anche se a tal riguardo dobbiamo ricordare che pochi mesi or sono i Responsabile della Protezione civile denunciava un taglio del 22% delle risorse per la protezione civile, ben 486 milioni di euro in meno rispetto ai 2 miliardi inizialmente stanziati e che gli stanziamenti per la tutela dell'assetto idrogeologico sono stati addirittura dimezzati passando da 500 a 269 milioni di euro con una maggior riduzione riguardante gli interventi di tutela proprio del territorio. Secondo le ultime stime disponibili del Ministero dell'Ambiente per mettere in sicurezza l'Italia, servirebbero intorno ai 43 miliardi di euro, di cui 27 al Centro-Nord, 13 al Sud e 3 per gli interventi di recupero delle coste. Negli ultimi 50 anni però ne sono già stati spesi altrettanti senza minimamente contribuire a impedire o limitare danni e vittime causate da frane e alluvioni.

E veniamo alla situazione locale segnalando come la cura, la manutenzione e la vigilanza sul deflusso delle acque meteoriche, della pulizia dei tombini, degli argini pubblici e privati, della pulizia e manutenzione di cunette e canalette sono utili pratiche alla base di ogni azione di prevenzione. La nostra Associazione il 5 maggio 2009 con la pubblicazione sul sito di una proposta per il '
paesaggio del vino' suggeriva,tra l'altro, l'adozione di alcune semplici regole che coniugano le necessità produttive con le esigenze di buon paesaggio. Le aree da destinare a vigneti vanno definite con un attento studio in sede di redazione di piano regolatore, evitando aree fortemente acclivi e instabili e preservando le superfici boscive di maggior pregio e i vigneti storici. I vigneti si devono integrare con gli elementi vegetali del paesaggio quali moschetti, siepi e filari. I terrazzamenti devono seguire la forma del terreno e le curve di livello, evitando linee spezzate. Si devono evitare pesanti sbancamenti. Compatibilmente con le esigenze produttive, si devono mantenere gli elementi della morfologia e dell'idrografia, anche evitando di eliminare impluvi e ruscelli e lasciando attorno a queste fasce di vegetazione spontanea. Le scarpate devono avere pendenze non eccessive ed essere rinverdite, evitando in genere la costruzione di muri di sostegno. Si devono evitare inutili artificializzazioni, preferendo pali di legno ai pali in cemento. Si deve produrre un'immagine unitaria del paesaggio del vino unificando i cartelli indicatori e operando affinché le strade del vino percorrano luoghi in cui il paesaggio è particolarmente curato e caratterizzato.

A questo punto, - continua la nota de 'icoraggiosi'- il Governo centrale, le Regioni, le Amministrazioni provinciali e i Comuni si assumano la responsabilità di intervenire con urgenza per la sicurezza della collettività mettendo innanzitutto fine agli attuali usi speculativi e abusivi del territorio. Perché se è vero che questi fenomeni metereologici sono sempre più spesso improvvisi, bisogna anche prendere atto che la fragilità di molte zone del territorio è per lo più attribuibile a un uso del suolo e delle acque che troppo spesso non considera le limitazioni imposte da un rigoroso assetto idrogeologico. Insieme ai fondi è necessaria una politica di convivenza con il rischio che metta al primo posto la prevenzione. La messa in sicurezza del territorio è la più grande opera pubblica da realizzare nel nostro Paese.



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Sito web dell' Associazione ‘icoraggiosi’ Guardia Sanframondi - C.F. 92045980627

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